Poi, dopo che avevo detto che mi ero seduta sugli allori, questa settimana invece mi son data da fare.
E visto che impatto zero significa anche acquistare meno, acquistare meglio mi sono dedicata all'autoproduzione, e ho scoperto che, per esempio, in cucina gli ingredienti veramente indispensabili sono poi pochi.
La farina, per esempio.
Con la farina 2 ho preparato il pane che ho mangiato per tutta la settimana.
Con la farina integrale ho preparato una torta alle carote e zenzero buona da non crederci.
Con la farina 0 ho preparato una pizza (tre pizze in realtà) napoletane praticamente perfette, con un cornicione da paura.
Con un impasto di farina di riso e burro di karité mi son fatta lo scrub.
Con la farina di ceci, come insegna Vita a impatto 1, mi son lavata i capelli.
Poi, il latte.
L'altro giorno ho comprato due litri di latte crudo biologico dal mio spacciatore ufficiale di delizie, l'ho pagato 1 euro la bottiglia e ora ho in casa una bottiglia di yogurt da 700 ml (circa), una formaggio tipo primo sale delicatissimo, una ricotta cremosa. Con due euro e, in totale, circa mezz'ora di lavoro. Ma scherziamo?
E più leggo in giro più scopro un universo di cose che si possono tranquillamente fare in casa. Il dispendio di tempo, che comunque non è mica molto, meno di quanto uno creda, se si pensa che io comunque son fuori casa dodici ore al giorno e il tempo lo trovo comunque, basta che mi organizzi, il dispendio di tempo, dicevo, anche se non è molto viene completamente ripagato dalla soddisfazione, perché vuoi mettere il piacere di mangiare un formaggio (ok, va bene, ufficialmente non è un formaggio) fatto in casa? E dal controllo ASSOLUTO della filiera.
Poi dopo vi metto le ricette.
2 commenti:
sei tra i miei preferiti adesso ;D
con piacere passerò a trovarti!
Grazie, troppo buona :D
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